Perché il metodo agile non funziona?
Agile meme

Metodo agile: gli errori più comuni

Michele Minazzato
Michele Minazzato07-04-2021
Condividi

Quali sono gli errori più comuni quando si adotta il metodo agile? 

Applicare il metodo agile in modo corretto permette di rendere i processi di un’azienda molto più adattivi e di rispondere facilmente ai cambiamenti del mercato.

Il problema è proprio questo: applicare il metodo agile nel modo corretto non è sempre facile! 

Faccio una premessa fondamentale: la filosofia agile non propone indicazioni specifiche ma dei principi. Li vediamo di seguito:

Le interazioni tra le persone vengono prima dei processi e degli strumenti 

Un errore comune è pensare che per adottare con successo una metodologia agile all’interno del reparto di un’azienda sia sufficiente trovare un software predisposto.

L’agile si basa sulle interazioni tra individui: il cambiamento deve partire dal team e deve essere condiviso da tutte le persone che fanno parte del team, i processi e i tool vengono dopo.

Il risultato del lavoro svolto è più importante della documentazione relativa al lavoro

Questo principio è spesso alla base di misunderstanding da parte dei tecnici, che ritengono di non dover più fornire documentazione specifica e dettagliata su quanto realizzato o comunque di non doversi soffermare troppo sull'analisi. 

Non è così: ad esempio, quando si sviluppa un software è sempre necessario produrre la relativa documentazione, in fase di analisi o per facilitare le integrazioni al software stesso. L’importante è che la documentazione prodotta abbia un utilizzo effettivo e che non venga redatta indipendentemente dal corretto funzionamento del software.

Creare un software funzionante è più importante di soddisfare un contratto

Il metodo agile non stabilisce che non sia necessario un contratto chiaro e definito, ma che ci sia una maggiore trasparenza. L’obiettivo non deve essere potersi difendere dietro un contratto a danno delle altre parti in causa ma lavorare per raggiungere un obiettivo comune, ovvero nel caso di sviluppatori, un software funzionante.

Saper rispondere al cambiamento è più importante di saper seguire il piano

Quando questo principio viene interpretato nel modo sbagliato si pensa che non servano più le riunioni e che si possa iniziare ogni progetto senza preparazione, saltando direttamente alla parte operativa. Ovviamente, non è così: il piano c’è e deve essere ben delineato, ma deve poter cambiare molto velocemente e permettere di gestire nuovi elementi ed eventuali criticità. 

Le interpretazioni sbagliate sono alla base di applicazioni distorte e fallimentari del metodo agile. Una delle distorsioni più diffuse è l’idea che poiché si sta utilizzando un metodo iterativo e orientato alla flessibilità non ci sia bisogno di fare analisi. 

Non è così: l’analisi è sempre parte integrante del processo di sviluppo ed è fondamentale per ottenere risultati sempre migliori. Semplicemente viene suddivisa in blocchi atomici che vengono validati prima possibile.

Un altro uso fallimentare nasce dalla mancata comprensione che l’agile è un metodo incrementale, non solo iterativo: di conseguenza si tende a portare avanti in parallelo delle delle fasi del progetto che dovrebbero andare in sequenza, con i problemi che ne derivano.

Tra alcuni dei primi “seguaci” del metodo agile era diffusa l’idea che, data la filosofia alla base del metodo, non si dovesse pensare in termini di metodologia e che fossero sufficienti i principi di base. 

Nel tempo è risultato evidente che per favorire la diffusione dell’agile la metodologia è fondamentale e serve proprio a ridurre al minimo il rischio di fallimento.

Sono principalmente due le metodologie agile che hanno preso piede: Kanban e Scrum, metodologie diverse che hanno a loro volta dato origine a metodologie “figlie”, con elementi comuni ad entrambe. 

Le metodologie sono essenziali: vanno adottate e rispettate fino a che il team non raggiunge un livello di conoscenza dell’agile che permette di superare e modificare le metodologie stesse, adattandole di volta in volta alle necessità del progetto. 

Dobbiamo infatti sempre ricordare che i team sono fatti di persone: entità complesse che agiscono in un mondo non materico e che quindi hanno bisogno di convenzioni condivise. 

Il requisito fondamentale, che deve essere condiviso da ogni membro del team, è il desiderio di cambiare e raggiungere un livello di flessibilità e capacità adattiva in un ambiente sano, produttivo e competitivo. Aka mostrate agli opportunisti la porta prima possibile.

Iscriviti alla nostra newsletter

Resta aggiornato su tutte le novità di Nosco, i nostri eventi ed i nuovi articoli del blog.